I benefici dei cambi architetturali. Il cambiamento infrastrutturale.

Obiettivo
Il cliente che lavora in ambito finanziario, aveva la necessità di aumentare i livelli di servizio delle sue applicazioni Mission Critical, essenziali per la corretta operatività dell’organizzazione come, per esempio, la sicurezza dei dati, la massima disponibilità e la scalabilità delle prestazioni, fornendo una continuità anche in casi di scenari “catastrofici”.

Infrastruttura originale
La soluzione originale era basata su infrastruttura realizzata a 3 livelli e su 2 siti (produzione + Disaster Recovery), dove in ogni sito erano presenti uno chassis Lenovo e uno storage connesso attraverso una Storage Area Network (SAN). Tutto l’ambiente applicativo era basato su un’infrastruttura virtuale.

 

 

Punti di miglioramento
I punti di miglioramento dell’infrastruttura erano:

  • Procedura di “Disaster Recovery” basata su gestione della replica asincrona e riattivazione dei servizi sul sito secondario.
  • Recovery Point Objective (RPO) pari a 5 minuti (basato sulla temporizzazione delle snapshot).
  • Recovery Time Objective (RTO) tra le 8 e le 24 ore
  • Scenari di failure basati su due siti metropolitani (distanza tra i siti minore di 300 KM)

 

 

La nuova infrastruttura 
Per migliorare e risolvere i punti di attenzione presenti nell’infrastruttura iniziale, sono state introdotti dei cambi architetturali con i seguenti benefici:

  • Inserimento di un layer di virtualizzazione dello storage che ha consentito di realizzare un unico storage virtuale esteso tra i due siti in distanza metropolitana.
  • Duplicazione dei dati (Active mirroring) ospitati sugli storage fisicamente presenti sui due siti e accedibili contemporaneamente da entrambi i siti con il beneficio di aumentare il livello di disponibilità del dato e quindi abbassando il valore di Recovery Point Objective pari a 0 secondi (dati sempre allineati) trasformando un servizio da Disaster Recovery in un servizio di Business Continuity.
  • Miglioramento della procedura di Disaster Recovery azzerando le attività necessarie al ripristino dei servizi in caso di failure di uno dei siti primari (distanza metropolitana). Recovery Time Objective pari a 0.
  • Introduzione di un terzo sito per il Disaster Recovery. Nell’architettura sono stati inseriti un nuovo storage e un nuovo chassis installato su un sito a circa 300 KM di distanza dai siti primari, per garantire disponibilità dei servizi anche in caso di disastri che coinvolgono entrambi i siti metropolitani (terremoti, alluvioni, calamità naturali).