La sostenibilità tra i focus strategici di Mauden

Claudia Leati, Solution Manager, Roberto Mapelli, Service & Delivery Manager, Daniele Natali, Innovation Leader di Mauden, delineano i filoni tecnologici sui quali si focalizza oggi la società. Con un asset strategico in più: l’etica dell’IT

Dal 1987 Mauden opera in un mercato informatico in continua evoluzione. È chiaro che per stare al passo con i tempi e continuare ad essere partner adeguati per i nostri clienti, noi stessi ci siamo trasformati: abbiamo cambiato approccio e mentalità per rispondere non solo alle esigenze dell’IT manager, ma anche dei business manager, degli innovation manager, degli operation manager. Era importante essere percepiti come realtà a supporto del business”. Con queste parole Claudia Leati, Solutions Leader in Mauden, racconta come si posizione oggi la società e quali sono i focus strategici e tecnologici qui quali si focalizza.
“La competenza maturata negli anni sui temi infrastrutturali e architetturali: viene oggi valorizzata per supportare la trasformazione digitale e architetturale dei nostri clienti in ottica innovativa. È uno dei punti di forza per tutti quei clienti che si affacciano ai nuovi mondi.
La sfida è chiara: le aziende oggi devono fare coesistere più mondi e far sì che tutto sia coerente e funzioni, anche in presenza di architetture complesse. A tal proposito numerose aziende hanno trovato in Mauden un approccio che rispetta le best practice metodologiche ma estremamente concreto ed attuativo.
“Questo presuppone da parte nostra una capacità di intervento a tutti i livelli, che abbraccia gli ambienti mainframe, i mondi legacy, gli ambienti open tradizionali e i microservizi. Ci siamo riorganizzati, abbiamo acquisito nuove competenze, abbiamo attraversato una rivoluzione culturale per stare al fianco dei nostri clienti, anche su progetti più evoluti, che oggi spaziano dall’advisory tecnico -organizzativo alla consulenza, passando da tematiche di ottimizzazione, modernizzazione, migrazione, anche verso tutte le architetture ibride con diversi Cloud provider”.

Verso l’etica dell’IT, in una logica di sostenibilità

Una complessità crescente, quella indirizzata da Mauden, che tiene conto di una eterogeneità di provider e piattaforme che inevitabilmente impatta anche sulle logiche di compliance e di sicurezza dei clienti.
Oggi i fattori dei quali dobbiamo tener conto sono più complessi e numericamente più elevati rispetto al passato. Ed a questi dobbiamo oggi aggiungere anche il grande tema della sostenibilità. Per Mauden è importante lavorare in una logica di mantenimento e di raggiungimento dell’etica dell’IT. Abbiamo raggiunto tutta una serie di certificazioni in questo ambito, che trova molti attenti anche i nostri clienti”.
Continua Leati: “Ci muoviamo in uno scenario nel quale vecchi e nuovi mondi devono necessariamente coesistere. In questa ricerca di razionalizzazione, entra in gioco anche tutta la componente di efficientamento, in ottica di sostenibilità e contenimento dei costi.

In sintesi estrema, nella Digital Transformation l’obiettivo ultimo è supportare al meglio il business attraverso lo sviluppo di applicazioni più agili e portabili” contenendo i costi e riducendo al minimo l’impatto ambientale e qui ci vengono in aiuto le soluzioni di IBM infrastrutturali, IBM cloud a supporto di tutte le architetture Ibride e per tutte le applicazioni a microservizi.

Mauden per la Digital Transformation e il Journey to Cloud

Journey to Cloud e Digital Transformation sono le due grandi direttrici lungo le quali si snoda la proposizione di Mauden: sono il punto di partenza dal quale si declinano poi progettualità che riguardano architetture, soluzioni, prodotti, supporto, servizi di gestione, anche con l’integrazione di leve quali intelligenza artificiale, cognitive computing, automazione, RPA…
“Oggi le aziende hanno bisogno di un Time to Market molto più veloce. La pandemia ha concentrato in pochi mesi una trasformazione digitale che era pianificata su un arco di tempo molto più lungo: lo sviluppo evolutivo di 5 anni è stato collassato in otto mesi. Le imprese devono crescere in agilità, sviluppare in modo più veloce. Anche il grande filone dell’application modernization nasce da una esigenza di velocità e continua evoluzione: cambia il modo in cui si scrivono le applicazioni, per poterle modificare più velocemente, in funzione di quello che il business chiede. Di base, le aziende non possono più impiegare 6-12 mesi a rilasciare un’applicazione o una modifica. Devono reagire nell’arco di una o due ore. E devono farlo su più piattaforme: l’architettura viene vista come commodity e usata al costo più basso”.
Tutto questo ha spianato la strada al cloud, ma anche al DevOps, ai microservizi, all’automazione, alla RPA: tutte tematiche sulle quali Mauden ha costruito le proprie competenze in risposta alle necessità dei clienti e del business.
“Continuiamo a lavorare con clienti di fascia medio alta, con livelli di complessità elevata. Oggi ci focalizziamo maggiormente sulla consulenza, guidando i clienti nei loro percorsi o affiancandoli nella evoluzione da loro delineata. Abbiamo integrato a tutto quello che già c’era, ovvero progettazione, design e implementazione, servizi di gestione evoluti, sia tradizionali, che innovativi”.

Mauden e i servizi: Control Room H24

Sul tema dei servizi interviene Roberto Mapelli, Service & Delivery Manager in Mauden.
“L’obiettivo che ci siamo dati è supportare i clienti non solo nel momento in cui hanno una necessità nella fase di realizzazione di un progetto, ma seguendoli in tutte le fasi del post-vendita, con una struttura di servizi H24. Con questa riusciamo a dare un supporto continuativo per tematiche inerenti la gestione di ambienti in cloud, infrastrutture di data centre e di ambienti mainframe, in batch e online, sia dal punto di vista operativo, sia dal punto di vista sistemistico”.
Ed è proprio sugli ambienti mainframe che molto si sta muovendo.
“In quest’ultimo periodo, è cresciuta moltissimo la richiesta di servizi da parte di clienti in questo ambito, molte delle persone che lavoravano sul mainframe sono arrivate al pensionamento e le aziende non hanno mai investito sulla formazione di nuove risorse: c’è necessità di appoggiarsi esternamente a chi può dare una mano a portare avanti l’ambiente. Queste situazioni contingenti hanno fatto aumentare la richiesta di servizi professionali.
“Fortunatamente negli anni abbiamo formato nuove risorse e possiamo contare su un gruppo di operatori e sistemisti specializzati che riescono a rispondere alle esigenze di clienti.

Skill gap: si risolve con la formazione interna

Non è un tema banale, quello delle competenze.
Lo hanno i clienti, ma lo ha anche Mauden, come sottolinea Mapelli. “La sfida è riuscire a capire come si muove il mercato, come si muove la tecnologia e prepararsi per tempo. Servono soprattutto risorse con skill di alto livello, per mantenere e gestire il post-vendita garantendo un servizio professionale ottimale. Non essendo facile reperirle sul mercato, la nostra risposta a questa esigenza è stata quella di identificare un percorso di formazione interna facendo crescere le risorse che si sono dimostrate negli anni interessate ad ampliare le proprie competenze ”.
Il gruppo guidato da Mapelli si occupa di erogazione di servizi ai clienti.
“Non “vendiamo” una risorsa, ma un servizio che eroghiamo con più persone, con skill diversi per dare al cliente garanzia e sicurezza di qualità e continuità”.

Mapelli nota come l’atteggiamento dei clienti sia cambiato su quest’ultimo punto.

“Il COVID ha abituato i clienti a rendersi conto che non serve necessariamente avere l’assistenza in presenza. Questo fino a poco tempo fa sembrava impossibile, adesso è diventata la normalità e questo ci aiuta nella proposizione dei nostri servizi”.

AI e Automazione per le soluzioni di innovation

Lo sviluppi dei progetti di innovazione è in capo invece a Daniele Natali, Innovation Leader della società. Mauden segue due ambiti specifici: Intelligenza Artificiale e Automazione, sempre con l’obiettivo di aiutare le imprese nei percorsi di riduzione dei costi e aumento dell’efficienza: “Da anni lavoriamo con IBM sulla tecnologia Watson nell’implementazione di soluzioni intelligenti. Abbiamo un forte know how sulla parte del linguaggio che si declina da un lato verso l’area degli assistenti virtuali, dall’altra verso l’analisi documentale. Abbiamo inoltre iniziato ad approcciare anche nuovi ambiti, come lo sviluppo di modelli predittivi tramite lo sviluppo di algoritmi di machine learning proprietari, tematica su cui vogliamo aumentare i nostri sforzi nell’immediato futuro”.
Nell’ambito dell’automazione, invece, Mauden lavora sull’analisi dei processi, ampliandosi a tutto il mondo del Process Mining e RPA, attraverso gli strumenti che IBM offre nell’ambito della Business Automation.
“C’è poi una terza area, apparentemente un po’ più distante dalle prime due, legata a un prodotto di digital signage sviluppato da Mauden, nel quale comunque integriamo logiche innovative di intelligenza artificiale”.

Focus sulla sostenibilità

“Tutte le tecnologie di cui abbiamo parlato, sia legate alla trasformazione digitale, sia al monitoraggio – sottolinea di nuovo Claudia Leati – possono essere declinate e messe a disposizione di obiettivi di sostenibilità. Il punto di partenza per raggiungere l’efficientamento energetico e di processi e’ la raccolta delle informazioni tramite soluzioni di monitoraggio che aggregano informazioni sia dai sistemi informatici tradizionali che dall’IOT. La correlazione delle informazioni a seconda dell’azienda con cui stiamo lavorando, abbinate alle analisi comportamentali sfruttando l’Intelligenza artificiale permette da un lato di ottimizzare l’esistente e dall’altro di prevedere i consumi sia energetici che di beni deperibili o mobili e pertanto di pianificare con consapevolezza acquisti, rifornimenti o consegne riducendo al minimo le azioni indispensabili per supportare l’economia. In questo modo non solo si avrà un processo ecosostenibile ma anche con un controllo e una riduzione dei costi.
Le soluzioni tecnologiche che Mauden mette a disposizione supportano questo approccio: bisogna solo declinarle secondo il settore merceologico caratterizzato dalle sue peculiarità tenendo sempre presente una prospettiva ecosostenibile.
“Il cloud stesso e l’utilizzo di applicazioni a microservizi permette facilmente una condivisione di risorse senza dover sovradimensionare gli asset informatici nell’on prem e mi permette di gestire picchi di runtime senza sprechi. Tutta la consulenza che facciamo può essere orientata anche verso questo parametro utilizzando le tecnologie che utilizziamo quotidianamente”.

Le partnership tecnologiche

Non v’è dubbio che da sempre il nome di Mauden sia associato a IBM. La partnership tra le due società nasce con la nascita di Mauden e negli anni è cresciuta, tanto che oggi la società opera in veste di Platinum Business Partner.
Dopo aver dedicato tanto tempo e tante risorse all’innovazione e alla trasformazione infrastrutturale dei propri clienti in un’ottica di agilità ed efficienza grazie alle soluzioni e ai sistemi IBM, negli ultimi anni Mauden ha scelto di costruire la propria expertise in uno degli ambiti di frontiera dell’innovazione digitale: l’Intelligenza Artificiale di Watson.
E sono proprio basate su Watson due soluzioni sviluppate da Mauden nel corso degli ultimi mesi.
La prima, per quale Mauden ha ottenuto un riconoscimento da IBM nel quadro della TechChallengex6, si chiama Quaero AI & Law e utilizza gli algoritmi di intelligenza artificiale di IBM Watson Machine Learning per la classificazione e l’estrapolazione di informazioni da database documentali, al fine di calcolare le probabilità sull’esito di una sentenza nel campo del diritto bancario.
La soluzione, sviluppata per il centro studi Alma Iura è solo uno degli ambiti di applicazione di questa tecnologia, che supporta anche altri contesti e casi d’suo che spaziano dalla elaborazione d’immagini al riconoscimento vocale, all’analisi del testo fino a tutti quei casi in cui è necessario prevedere un determinato risultato attraverso l’analisi di dati e dei pattern che questi identificano.
E sempre l’intelligenza aumentata di IBM Watson è alla base dello sviluppo di due assistenti virtuali che Mauden ha sviluppato per i portali Jannsen dedicati a persone con malattie ematologiche e con psoriasi e ai loro caregiver.

Anche in questo caso, IBM Watson processa e gestisce una grande moltitudine di richieste e dati, facilitando l’assistenza agli utenti e velocizzando i tempi di risposta e intervento.

Maria Teresa Della Mura
zerounoweb.it