IBM LinuxONE, la nuova generazione di server punta a rendere più sostenibile l’infrastruttura delle aziende

IBM ha di recente presentato la nuova generazione del suo server LinuxONE, la piattaforma modulare basata su Linux e Kubernetes progettata per offrire la scalabilità necessaria a supportare migliaia di carichi di lavoro su un unico sistema.

Parola d’ordine: sostenibilità

Al centro della presentazione il tema che più di tutti la sta facendo da padrone in questi mesi, ovvero, la sostenibilità
Proprio per questo motivo, con il nuovo IBM LinuxONE IBM ha voluto ancora una volta incentrare i suoi sforzi sulla riduzione dell’impatto ambientale dei suoi prodotti. Il nuovo server della linea LinuxONE, infatti, secondo i dati ufficiali di IBM, riduce il consumo energetico del 75% e del 50% lo spazio occupato per singola unità.

Emperor 4, questo il nome del nuovo sistema Linux-based di IBM, è un’unità modulare in grado di fornire una soluzione progettata ad-hoc per ambienti hybrid-cloud. Un sistema ideato con la scalabilità necessaria a consentire alle aziende di eseguire carichi di lavoro differenti in funzione delle necessità, incrementando la capacità elaborativa attivando core inutilizzati, senza accrescere il consumo di energia e le conseguenti emissioni associate.

Un po’ di dati

Dal punto di vista hardware, la macchina è configurata con 40 TB di RAM, configurati come RAIM (Redundant Array of Independent Memory), tecnologia molto simile al concetto di RAID per i dischi di storage. Le configurazioni per le CPU, invece, sono le seguenti: Max200, Max168, Max125, Max82 e Max39, in cui la parte numerica indica la quantità di core attivi. Inoltre, la CPU è affiancata da un coprocessore Telum da 16 core, sviluppato internamente, dedicato ai carichi di lavoro per intelligenza artificiale e machine-learning.

Sicurezza

IBM non lascia nulla al caso, concentrandosi molto anche sulla sicurezza intrinseca di queste macchine, garantendone gli usi anche per gli ambiti finanziari con maggior attenzione alla robustezza dei dati. Emperor 4 garantisce la crittografia end-to-end per tutti i dati, sia memorizzati che in trasferimento. È previsto il supporto anche all’adattatore Crypto Express 8S, permettendo ai clienti di eseguire operazioni tramite CRYSTALS-Dilithium (tra gli schemi di firma digitale più sicuri anche nell’era dei computer quantistici).

Certificazione e Integrazione

La certificazione Red Hat e Openshift, frutto della collaborazione tra Red Hat e IBM figlia dell’acquisizione del 2019, è inoltre un’ulteriore garanzia per carichi di lavoro importanti e di supporto su tutte le funzionalità tipiche della piattaforma.

Tra queste le funzionalità di data serving, core banking oltre alla collaborazione con partner come Illmuio, MongoDB, NGINX, Fujitsu Limited, che permetteranno una forte integrazione tra varie tecnologie, sfruttando tutte le potenzialità del sistema.

Infine, con le caratteristiche di sviluppo cloud-native, gli sviluppatori potranno realizzare soluzioni portabili e agili, senza dover apprendere da zero un nuovo sistema operativo, concentrandosi sulla realizzazione di nuovi servizi anziché sulle complessità di gestione dei sistemi.